Che cos’è un intellettuale? Filippo non lo sapeva con certezza. Non aveva trovato nessun libro che lo spiegasse.
Uno scrittore è un intellettuale? Certo che no. Filippo conosceva diversi scrittori. Ed era certo che non potessero essere ritenuti degli intellettuali. Per quanto i libri da loro prodotti fossero scritti bene, scorrevoli e avvincenti, il problema erano i loro pensieri.
Si, i loro pensieri sul mondo erano banali, addomesticati, depotenziati.
Poi ci sono i provocatori, quelli che con l’uso della conoscenza evidenziano i conformismi. Vogliono a tutti i costi sorprendere. Ma stupiscono, con le loro idee, soltanto gli incolti o i giovani che facilmente si entusiasmano a contatto con idee controcorrente.
Per Filippo, il provocatore, era solo un egocentrico. Concentrato nel creare un’immagine di sé.
L’intellettuale doveva essere qualcosa d’altro e di più alto. Era sicuro che dovesse parlare alla coscienza dell’uomo, non solo al suo intelletto. Doveva essere estraneo alle ideologie. Smuovere le viscere. Mostrare la bellezza del mondo. Criticare anche, ma soprattutto creare.
Filippo si era immaginato l’intellettuale come una figura mitica. Per lui doveva essere un Filosofo-artista. Quanto gli piaceva l’unione di quelle due parole: Filosofo-Artista. Una chimera.
Per essere un intellettuale, Filippo, da qualche parte doveva pur partire. Allora, aveva pensato di scrivere un manifesto. Nelle ultime settimane avevo scritto decine di pagine.
Erano idee scollegate, appunti. Il titolo provvisorio del suo manifesto era: Uomini 2.0 (ovvero un nuovo modello umano)
Uomini 2.0 (ovvero un nuovo modello umano)
Una nuova classe sociale sta emergendo. La nuova classe emergente è creativa.
Stiamo parlando di scienziati, designer, artisti, scrittori, ingegneri, esperti di marketing, musicisti, hacker e lavoratori immateriali in genere.
Questa nuova classe può portare ad un capovolgimento delle logiche di mercato.
Non si tratta solo di creatività nella produzione ma anche nella gestione della propria vita, si tratta di uomini 2.0
La sperimentazione è un condizione esistenziale necessaria per questi nuovi individui. Fare un esperimento della propria vita stessa.
“Sperimentare significa innanzitutto imparare ad affermare i propri si. Tutti i si propositivi, creativi, coraggiosi energetici, tutti i si che proiettano il nostro potere al di là dei confini, delle resistenze delle prudenze, delle negazioni del risparmio di se, dei vorreimanonposso. Tutti i si che rischiano di buttare all’aria qualcosa per rispondere al richiamo della vita che pulsa e vibra e attende di essere messa al mondo, e che un giorno saremo ferocemente orgogliosi di aver messo al mondo” Franco Bolelli: “Con il cuore e con le palle”
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